
Le zeppole di San Giuseppe sono un dolce tradizionale italiano, preparato in occasione della festa di San Giuseppe, che si celebra il 19 marzo. Questo giorno coincide anche con la Festa del Papà in Italia, rendendo le zeppole un dolce simbolico per celebrare i padri, e anche un forte significato simbolico: San Giuseppe è venerato come protettore della famiglia e dei lavoratori, e la preparazione di questo dolce diventa un momento di condivisione e di celebrazione della tradizione, in cui si uniscono fede, storia e arte culinaria.
Esistono due varianti principali:
- Zeppole fritte:
realizzate con pasta choux, queste vengono fritte fino a diventare dorate e croccanti all’esterno, mantenendo una parte interna morbida.
- Zeppole al forno:
una versione più leggera, in cui la pasta choux viene cotta in forno.
In entrambi i casi gli ingredienti sono sempre gli stessi: farina, uova, zucchero, uova, burro, acqua o latte, e amarene. Dopo la cottura, le zeppole vengono solitamente farcite con crema pasticcera e decorate con amarene sciroppate e una spolverata di zucchero a velo.
In alcune varianti regionali, la crema pasticcera viene sostituita o accompagnata con panna montata, crema chantilly o zabajone, ma la base resta invariata: un delizioso impasto morbido e fragrante, che si sposa perfettamente con la dolcezza della crema e il contrasto della ciliegia o amarena.
Origine e Storia
Le zeppole hanno origini antiche e legate al cristianesimo, caratteristica della tradizione napoletana. Si ritiene che siano state create in onore di San Giuseppe, il padre putativo di Gesù. La leggenda narra che San Giuseppe insieme a Maria, durante la fuga da Erode verso l’Egitto, si mise a vendere frittelle per mantenere la sua famiglia.
Ma in realtà sembrerebbe che le zeppole furono create nel XVIII secolo dalle monache del convento di San Gregorio Armeno, a Napoli.
La versione più riconosciuta, con pasta a bignè guarnita sopra con della crema pasticcera e l’amarena, fu portata nel 1840 dal pasticcere Pintauro in via Toledo a Napoli che asserì di aver preso spunto da una tradizione barlettana. Pintauro trasformò e arricchì le antiche zeppole napoletane, semplici frittelle dolci partenopee di pasta di farina aromatizzata, fritte e rivestite di zucchero, la cui prima ricetta scritta risale all’appendice in dialetto napoletano del ricettario di Ippolito Cavalcanti del 1837.

La Zeppola di san Giuseppe a Itri è una frittella di piccole dimensioni fatta con farina, acqua e lievito di birra, lievitata e fritta in olio di oliva e successivamente cosparsa di zucchero o miele. Una variante più elaborata è con aggiunta nell’impasto di uova e latte. È uno dei piatti tipici del paese preparati in occasione dei Fuochi di san Giuseppe. Nel resto dell’Italia le zeppole di San Giuseppe hanno forme e dimensioni diverse, ed in alcuni casi anche ingredienti, farciture o arricchimenti diversi
La festa di San Giuseppe è anche legata alla fine dell’inverno e all’inizio della primavera, e le zeppole potrebbero avere radici nei riti pagani di purificazione e rinascita.
In sintesi, le zeppole di San Giuseppe non è sono solo un dessert, ma anche un modo per celebrare e mantenere vive le tradizioni che fanno parte della cultura italiana. La loro preparazione, infatti, rappresenta anche un gesto di affetto e tradizione familiare.