

La ‘Regina Viarum’, chiamata quotidianamente Via Appia, entra nella lista del Patrimonio Mondiale, diventando così il 60% sito italiano riconosciuto dall’Unesco. A deliberarne l’iscrizione, il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Nuova Delhi nella 46/a sessione.

Si tratta della prima candidatura promossa direttamente dal ministero della Cultura, che ha coordinato tutte le fasi del processo e ha predisposto tutta la documentazione necessaria per la richiesta d’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale.
Il risultato, si legge ancora nella nota, “è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto il coinvolgimento di molteplici istituzioni: 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 13 Città metropolitane e Province, 74 Comuni, 14 Parchi, 25 Università, numerosissime rappresentanze delle comunità territoriali, nonché il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra della Santa Sede.
Grande opera di ingegneria civile della cultura antica, fu costuita dai romani tra il IV e il III Secolo avanti Cristo, per collegare Roma a Brindisi. Lunga oltre 500 miglia, la via Appia, conosciuta come la “Regina delle strade”, è la più antica e importante delle grandi strade, costruita dagli antichi romani dal 312 a.C.
La via Appia segna una rivoluzione nella costruzione stradale, diventando rapidamente la piu importante strada che collega Roma con la parte meridionale della penisola.